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PICCOLO ATLANTE DELLE COSTELLAZIONI ESTINTE

Aggiornato il: 21 gen 2019

Patrizio Fariselli (2013) - Sony Classical




1. Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte

(per pianoforte e modulatore ad anello)


a. Testudo (3:06)

b. Uranoscopus (1:17)

c. Argo Navis (2:36)

d. Felis (2:21)

e. Globus Aerostaticus (1:52)

f. Scarabaeus (1:40)

g. Hippocampus (2:09)

h. Turdus Solitarius (2:06)

i. Harpa Georgii (1:38)

l. Noctua (1:25)

m. Polophilax (2:05)

n. Bufo (1:17)


2. Home Music ( 6:05)

3. Taqsim 6:02



Le immagini evocate dalle costellazioni sono tra le più significative testimonianze del pensiero simbolico dell’antichità, e affondano nella notte dei tempi (dalla cultura Caldea, alla Babilonese, fino a quella Minoica, per poi perdersi nell’età del bronzo e oltre). Esse ci raccontano aspetti dell’iconografia occidentale, che vanno ben al di là di esigenze di orientamento e dell’aspetto computazionale dell’astronomia arcaica; come se, riconoscendo immagini familiari nel cosmo, fosse possibile ridurne una comprensione o quantomeno limitarne la spaventosa, splendida immensità.


Nella storia, furono numerosi i tentativi di sovrapporre, o sostituire queste antiche visioni con immagini legate a nuove letture della contemporaneità, o dedicandole ai più vari personaggi: Giovanni Battista, Il vaso della vedova di Sarepta, Batteria di Volta, Testa di Medusa, Arca di Noè, Antinoo, Diadema di Salomone, Ape, Cammello, Robin Hood, Mussolini, Serpente sconfitto, Peter Pan, etc. Questa proliferazione di immaginari si protrasse fino agli anni Venti del Novecento, quando l’Unione Astronomica Internazionale fissò, in modo definitivo, la nomenclatura del cielo in ottantotto costellazioni; tutte quelle che non rientrarono nel novero “ufficiale” divennero costellazioni estinte.


I dodici brani del Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte indagano il carattere di altrettante figure fantastiche, svolgendo un percorso tra i suoni, così come l’occhio traccia sentieri tra le stelle. Il ring modulator, uno dei classici dispositivi della musica elettronica, viene qui utilizzato per introdurre quantità variabili di indeterminazione nel flusso delle improvvisazioni. Il suono del pianoforte è accostato a una sorgente sintetica sinusoidale, dando luogo a un’alterazione dosata, che lo trasforma distorcendone i contenuti armonici.

Il suono così ottenuto è fratello (altrettanto povero e quasi coetaneo) del piano preparato di cageana memoria, ma senza la staticità della “preparazione” delle corde.

Il Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte si rivolge al cielo, suggestionato da alcune di quelle visioni che per un motivo o per l’altro hanno “fallito”.


12 SEGNI

MOVIE : Romeo Borzini

MUSIC : Patrizio Fariselli - Uranoscopus - Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte


ARGO NAVIS

Movie: Patrizio Fariselli

Music: Patrizio Fariselli - Argo Navis - Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte


Home Music

Cose che possono accadere quando, all’avvicinarsi di un temporale, un pianista apre la finestra e mette fuori un microfono.


Taqsim

La parola taqsim, in arabo, definisce un tipo di improvvisazione strumentale libera.

Questo pezzo è dedicato ad Abdallah Chanine, straordinario musicista libanese che eccelleva in questo genere e che inventò un pianoforte in grado di suonare sia con accordatura occidentale, che orientale.


Retro del disco. foto: Cleo Fariselli


Maschere

MOVIE : Romeo Borzini

MUSIC : Patrizio Fariselli - Globus Aerostaticus : Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte


foto: Franco Ceriani