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notturni

Aggiornato il: 13 nov 2018

Patrizio Fariselli (2007) - Curved Light



1) Το τραγούδι του Σείκιλου - Canzone di Seikilos (II° sec. AC)

2) Variazione: Acqua liquida suite (6° movimento)

3) Aspåskjølen lights (Musica per pianoforte e tam tam)

4) Notturno insonne (per pianoforte preparato: legno, feltro, aliti, cristalli e metalli)

5) Notturno afoso

6) Les paradis artificiels

7) Variazione: Acqua liquida suite (7° movimento) (...tarda mattina, con mosche)


Musica di Patrizio Fariselli


Patrizio Fariselli: Piano e tastiere

Giovanni Giorgi: batteria in "Variazione: Acqua liquida suite (6° e 7°movimento)"

Roberto Cecchetto: chitarra in "Notturno afoso"

Pacho: percussioni in "Variazione: Acqua liquida suite (7°movimento)"


Ingegnere del suono: Marino Paire

Registrato presso il Curved Studio nella foresta di Appiano e Tradate

Batteria e percussioni registrate alle Cantine feroci di Cesate


In copertina Zanzara secca 30/8/1997 acquerello di Alan Gattamorta



Col termine di musica notturna si designano, a partire dalla fine del secolo XVIII, semplicemente delle composizioni destinate ad essere eseguite di notte e di prima mattina, senza nessuna allusione a particolari caratteristiche formali che contraddistinguano questi brani.

Notturni traccia un percorso ideale che, dal cuore di una breve notte d'estate, porta alle ore più luminose del mattino.

I primi due brani traggono diretta ispirazione dalla parte più oscura della notte, quando l'aria densa favorisce il propagarsi dei suoni, i bassi sono più ampi e profondi e le frequenze acute risaltano, veloci e incisive.


Aspåskjølen lights (Musica per pianoforte e tam tam) prosegue questo viaggio che accosta il suono alla luce ispirandosi ai bagliori delle luci anomale nella valle di Hessdalen, in Norvegia.

Notturno insonne segna la zona d’intersezione con i brani "mattutini", da Les Paradis artificiels a Variazione: Acqua liquida suite ( settimo movimento) che giungono a lambire i riverberi del primo pomeriggio.


Stele do Seikilos

Το τραγούδι του Σείκιλου (canzone di Seikilos)

"Όσο ζεις, να λάμπειςΜη λυπάσαι καθόλουΗ ζωή είναι σύντομηΟ χρόνος οδηγεί στο τέλος"

(Finchè sei vivo, brilla e non ti intristire di nulla;la vita è breve e il tempo reclama il suo tributo).

La canzone di Seikilos (il siciliano) del II° secolo AC, è il più antico brano integro di musica occidentale a noi pervenuto. Si tratta di un inno epicureo, uno skolion, musica conviviale caratterizzata dal tono leggiadro e da lunghe improvvisazioni, trovato su una lapide in Anatolia, non molto distante da Efeso, nel XIX secolo. La colonnetta successivamente si salvò dall'incendio del museo di Smirne nel 1922 e oggi è conservata nel Museo Nazionale di Copenaghen.

Siamo a conoscenza di altri reperti ancora più antichi, come alcuni inni Delfici ad esempio, ma essendo scritti su papiro, sono giunti a noi notevolmente deteriorati e frammentari.


Della musica greca antica conosciamo la grammatica e la teoria. Ne sappiamo leggere le note, ma, semplicemente, non sappiamo come… suonava. Non esistevano registratori a quell’epoca.

Questa elaborazione per pianoforte e strumenti elettronici non ne vuole dare una lettura filologica, si preoccupa soprattutto di restituire un po’ di vita a una melodia che, dopo 2200 anni, riesce ancora a toccarci nel profondo.


foto di Sebastiano Bongi Tomà