Patrizio Fariselli

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Dopo l’esperienza di Area, variazioni per pianoforte (Edel Italia, 2005) Patrizio Fariselli amplia il suo repertorio di solista integrandolo con alcune delle sue più recenti composizioni e sperimentazioni. Un percorso che sa stupire chi ne segue da tempo la carriera e coinvolgere chi ancora non lo conosce.

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Patrizio Fariselli

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La musica come esperienza di creazione e condivisione

 

Conferenza-concerto durante la quale il maestro rivela il suo lato di ricercatore, analizzando e raccontando al pubblico, in modo discorsivo e divertente, gli aspetti cognitivi alla base dell’improvvisazione musicale e della creatività.

"Se potessimo abbracciare con un improbabile colpo d’occhio tutta la storia della musica occidentale, noteremmo immediatamente che l’improvvisazione ne ha dominato la pratica per gran parte del suo corso, dai primordi sino alla codifica gregoriana della musica sacra.

In seguito, salvo sporadici casi, nella musica colta si è progressivamente perso il piacere dell’estemporaneità e della variazione in favore di composizioni compiute e ben ponderate.

Il jazz e parte della musica contemporanea, ma anche la grande diffusione di musica orientale e africana, già nel secolo scorso, hanno fornito ai musicisti gli strumenti per superare la dicotomia compositore-esecutore, restituendo la figura di un musicista più consapevole delle dinamiche profonde della creazione musicale. 

L’educazione musicale tradizionale, finalizzata a preparare professionisti (esecutori o compositori che siano) invece non favorisce la pratica e la comprensione dell’estemporaneità, che tuttora rimane per molti, nei suoi tratti fondamentali, un fenomeno misterioso. 

È necessario consapevolizzare che non c’è composizione senza improvvisazione. Gli ostacoli che si interpongono alla capacità di autodeterminazione necessaria per affrontare correttamente l’improvvisazione (oltre che la composizione, poiché sono solo modi diversi di gestire la creatività) sono quasi sempre di natura psicologica, o frutto di rigidità preconcette. Altrettanto vale per gli ascoltatori che, non avendo una partitura preesistente cui fare riferimento, per valutare correttamente una performance, devono inoltrarsi con i musicisti in territori che possono cambiare forma e senso in ogni istante. Gli ascoltatori non solo devono attivare gli stessi circuiti neurali degli improvvisatori, ma disporsi empaticamente a “entrare in risonanza” con un divenire sonoro che si genera quasi nello stesso istante in cui lo si ascolta".

Le conversazioni sono volte ad individuare, attraverso un percorso di ascolti e di esempi dal vivo, gli intimi processi che sottendono la pratica e l’ascolto della musica improvvisata, intesa come matrice prima dell’esperienza musicale.

La discussione e l’analisi introspettiva diventano gli strumenti attraverso cui è possibile inquadrare la fenomenologia dell’improvvisazione in un contesto coerente, che ci avvicina a quella soglia oltre la quale il flusso dell’azione prevale sul controllo razionale.

 

La fisica del suono, l’orecchio e l’origine della musica. 

La dimensione sociale della musica. 

Improvvisazione e composizione. 

Musica e stati di coscienza non ordinaria.

Ciclicità e trance.

La musica al di là degli artifizi che l’hanno generata.

 

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