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live 2012

Aggiornato il: 16 gen 2019

Area (2012) - Curved Light



Patrizio Fariselli, pianoforte, tastiere

Paolo Tofani, chitarra, live electronics

Ares Tavolazzi, basso elettrico, contrabbasso

Walter Paoli, batteria

Maria Pia de Vito: voce in "Cometa rossa"


Registrato nella primavera ed estate 2012

Sound engineers: Andrea e Diego Pettinelli

Mixaggio: Andrea Pettinelli (studio ZdB di Sermoneta - Latina)

Masterizzazione: Alberto Cutolo (Massive Arts Studio - Milano)




CD 1International Popular Group


La mela di Odessa (5’14”)

Non poteva mancare, e quindi abbiamo mandato avanti per primo, uno dei pezzi più amati dal pubblico e nostro cavallo di battaglia. L’interpretazione di Paolo Tofani, nel raccontare la storia del dadaista Appel che nel 1920 dirottò per la prima volta una nave verso il porto di Odessa, regge il confronto con quella di Demetrio che, ne siamo sicuri, si sarebbe molto divertito ad ascoltarla.


Cometa rossa (9’05”)

La voce straordinaria di Maria Pia de Vito rielabora la parte che fu di Demetrio Stratos restituendo un’interpretazione magistrale e di grande personalità. Per questo e molti altri motivi è stata una degli ospiti più graditi nei concerti dell’ultimo anno.


Luglio, agosto, settembre (nero) (5’ 29”)

È amaro, oltre che vergognoso, constatare che, a quarant’anni di distanza, i problemi del popolo palestinese di cui tratta questo pezzo siano ancora di così drammatica attualità. Noi non ci stancheremo mai di eseguirlo fino a che alla Palestina non verrà riconosciuta la dignità di Stato sovrano.


Roma, Teatro Valle occupato

Nervi scoperti (10’50”)

Uno dei temi “minori” del nostro repertorio, quasi mai suonato dal vivo negli anni settanta, si presta oggi in modo eccellente ad un lavoro di improvvisazione. In questa versione spicca il formidabile assolo di batteria di Walter Paoli.


Gerontocrazia - L'elefante bianco (8’07”)

Un medley di due pezzi d’ispirazione cretese introdotti dall’arrangiamento al pianoforte di un’antica ninna nanna dell’Asia Minore. Sono brani molto amati dal nostro pubblico che, incredibilmente, ha persino imparato a battere le mani in cinque quarti.

Arbeit macht frei (10’13”)

Il titolo del nostro primo album, uscito nel 1973, che trae spunto dalla scritta posta sul cancello di Auschwitz “Il lavoro rende liberi”. A quel tempo furono diversi gli ascoltatori, poco attenti al testo, che ci scambiarono per nostalgici neonazisti ma, fortunatamente, solo per poco, pochissimo, tempo.


Sedimentazioni (2’41”)

Sedimentazioni è un pezzo breve, un divertissement costruito sovrapponendo le parti più significative di TUTTI i brani incisi dagli Area dal 1973 a oggi, anzi, a ieri, perché ora dovremo aggiornarlo aggiungendo anche i pezzi di questo doppio CD.

È un brano di commovente poesia, dal suono ricco e interessante: un magma indefinito da cui affiorano brandelli di senso che, all’ascolto dal vivo (ad altissimo volume) produce un prezioso senso di straniamento.





CD 2Geometrie

Geometrie documenta la prima parte dei nostri concerti teatrali del 2012. Un “primo tempo” composto da assolo e “encounter”, duetti che funzionano ottimamente da preludio alla successiva, energica musica di gruppo e al repertorio storico Area. Sono tutti brani inediti che aiutano, tra l’altro, a fare il punto sullo stato dell’evoluzione individuale dei singoli musicisti.



Encounter 1 (duetto Tofani-Fariselli) 5’43”

Un tema basato su una scala orientale favorisce un improbabile dialogo-battibecco tra sintetizzatori. Una ricerca sulle inflessioni della voce umana applicate a strumenti elettronici.


Encounter 2 (Skindapsos)(duetto Fariselli-Tavolazzi) 7’04”

Skindapsos era una parola priva di senso, inventata dagli stoici nelle diatribe dialettiche ad Atene, divenne inoltre il nome di una grossa lira a quattro corde. Il titolo ideale per un duetto di contrabbasso e pianoforte.


Trikanta Veena Suite (Paolo Tofani solo) 8’42”

Trikanta Veena è il nome che Paolo Tofani ha dato allo strumento progettato da lui e costruito da un liutaio cremonese. Unico esemplare esistente, è una chitarra con tre manici e dotata d’implementazioni elettroacustiche. Le sue possibilità espressive e di generazione del suono sono impressionanti e in questa breve suite, che di solito rompe il silenzio nei nostri concerti, se ne può cogliere un assaggio.

Encounter 3 (duetto Tavolazzi-Tofani) 7’40”

Il santoor è uno strumento dal suono profondo ed evocativo, che ben si sposa con la sonorità del contrabbasso, anche quand’è interfacciato con un computer.

Canzone di Seikilos (Patrizio Fariselli solo) 4’33”

Si tratta dell’arrangiamento per pianoforte e live electronics di una melodia del II° secolo aC. conosciuta come L’epitaffio di Seikilos (Seikilos, il siciliano). È uno “stornello” epicureo, ed è il più antico brano di musica occidentale giunto integro sino a noi.


Variazioni su un tema di Wayne Shorter: Nefertiti (Ares Tavolazzi solo) 5’06”

Uno dei pezzi più significativi del jazz contemporaneo, scritto da un grande maestro e rivisitato al contrabbasso e l’elettronica da Ares Tavolazzi.